Come ogni opera pubblica di grosso impegno, anche la ferrovia giunse a Catania con notevole ritardo rispetto alle altre regioni d’Italia.

E non tanto per l’altrui indifferenza, quanto per lo spirito del bastian contrario che ha sempre animato i catanesi, per cui, speso anche le cose semplici si sono complicate,e le più scorrevoli si sono inceppate, strada facendo.

Dopo anni sprecati in controversie e sterili dispute sulla scelta delle aree, sugli attraversamenti da effettuare, sugli appalti da concedere, nel Gennaio del 1864 il Consiglio comunale esaminò il primo progetto per l’impianto della ferrovia, ma senza giungere a concreti risultati.

Il disaccordo fra gli amministratori della cosa pubblica fu, anche quella volta,totale.

Dove collocheremo i binari? Dove sorgerà la stazione?a chi affidare i lavori?

Chi propendeva per una soluzione e chi per un’altra;chi proponeva una ditta, chi un’altra, chi voleva la stazione al piano e chi al monte; chi auspicava la ferrovia nel centro della città, chi lontano.

Si fece, insomma,una gran confusione, con contorno di prole grosse,insulti e minacce.

Finalmente ,dopo tanto tergiversare, venne approvato un progetto francese che prevedeva l’attraversamento in litoranea e la stazione lontana dalla città.

I lavori presero avvio, e nel giro di due anni, il tratto di strada ferrata Catania-Giardini,poteva dirsi ultimato.

E la stazione?

Soltanto nel finire del 1878, dodici anni dopo l’impianto dei binari, l’architetto Cantarella potè completare l’opera e consegnarla per l’inaugurazione.

Fonte: http://www.visit-catania.com/

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